{"id":7009,"date":"2025-04-17T13:51:54","date_gmt":"2025-04-17T11:51:54","guid":{"rendered":"https:\/\/carlozaccagnini.it\/?page_id=7009"},"modified":"2025-08-01T12:55:12","modified_gmt":"2025-08-01T10:55:12","slug":"dolosamente-preordinato-elemento-soggettivo-nellart-2901-c-c","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/papers\/dolosamente-preordinato-elemento-soggettivo-art-2901-cod-civ\/","title":{"rendered":"Dolosamente preordinato. Elemento soggettivo nell&#8217;art. 2901 c.c."},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_btn title=&#8221;TORNA A PAPERS&#8221; align=&#8221;right&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fcarlozaccagnini.it%2Fit%2Fpapers%2F&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h3><span style=\"color: #1f497d;\"><strong>Dolosamente preordinato: natura e prova dell&#8217;elemento soggettivo nell&#8217;art. 2901 c.c.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<span style=\"color: #333333;\">Sommario: 1. Cenni introduttivi. \u2013 2. Il caso di specie. \u2013 3. L\u2019evoluzione giurisprudenziale, i due orientamenti. \u2013 4. Considerazioni conclusive.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #333333;\"><strong>Cenni introduttivi. Art. 2901 c.c. \u2013 Dell\u2019azione revocatoria. Condizioni<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Il presente contributo prende in esame il contrasto giurisprudenziale sorto in relazione al presupposto soggettivo richiesto dall\u2019art. 2901 c.c. in merito all\u2019azione revocatoria di atti dispositivi posti in essere in epoca anteriore al sorgere del credito. La disposizione in esame sancisce quanto segue : <em>\u201cIl creditore, anche se il credito \u00e8 soggetto a condizione o a termine, pu\u00f2 domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni, quando concorrono le seguenti condizioni:<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l&#8217;atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l&#8217;atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento ;<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Nodo gordiano riguardava la natura generica o specifica del dolo del debitore da attribuire al requisito soggettivo <em>ex<\/em> art. 2901 co. 1, c.c., in quanto la diversa definizione dell\u2019elemento soggettivo della fattispecie si ripercuote sia sul piano processuale e sull\u2019individuazione dell\u2019oggetto dell\u2019onere probatorio incombente sull\u2019attore in revocatoria: se l\u2019atto dispositivo viene posto in essere in epoca anteriore al sorgere del credito, l\u2019attore ha l\u2019onere probatorio di provare il dolo specifico del debitore e la dolosa preordinazione di un intento fraudolento; mentre se l\u2019atto viene posto in essere successivamente, l\u2019attore pu\u00f2 limitarsi a provare il solo dolo generico e quindi la generica consapevolezza di nuocere alle ragioni del creditore. Il dibattito trae origine sin dal Codice Civile del 1865, nel quale la medesima azione veniva disciplinata dall\u2019art. 1235, il quale, oltre a prevedere soltanto la revocabilit\u00e0 degli atti dispositivi posti in essere in epoca successiva al sorgere del credito, subordinava quest\u2019ultima alla condizione che gli stessi fossero stati \u201cfatti in frode\u201d delle ragioni del creditore. Il significato di tale espressione era controverso, al punto da suscitare non poche perplessit\u00e0 circa le intenzioni del Legislatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Quesito di diritto era, dunque, se nell\u2019ideologia del Legislatore, ci\u00f2 che la norma richiedesse fosse il c.d. <em>animus nocendi<\/em>, l\u2019intenzione di arrecare danno al creditore, oppure la c.d. <em>scientia damni,<\/em> ossia la mera coscienza del pregiudizio arrecato ai creditori attraverso la creazione o l\u2019aggravamento di una situazione di insolvenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Con la pi\u00f9 che recente sentenza n. 1898 del 27 gennaio 2025, le Sezioni Unite del Supremo Collegio affrontano la tematica di cui \u00e8 commento, risolvendo il contrasto giurisprudenziale rimesso dalla Terza Sezione Civile ed affermando il seguente principio di diritto: <em>\u201cAi fini della revocatoria di un atto dispositivo anteriore al sorgere del credito, l&#8217;elemento soggettivo richiesto ai sensi dell&#8217;art. 2901, primo comma, cod. civ., \u00e8 costituito dalla dolosa preordinazione dell&#8217;atto, il che implica che il debitore abbia compiuto l&#8217;atto stesso con l&#8217;intento di pregiudicare il soddisfacimento del credito futuro. Pertanto, \u00e8 richiesta la prova che il debitore abbia agito in previsione del sorgere dell&#8217;obbligazione per rendere pi\u00f9 difficile o precludere l&#8217;azione esecutiva del creditore, e che il terzo acquirente fosse consapevole di tale intento\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><span style=\"color: #333333;\"><strong>Il caso di specie.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Nella vicenda processuale in esame, il creditore A.A., in virt\u00f9 di un assegno bancario emesso in data 30 settembre 2008 e rimasto insoluto, conveniva in giudizio la debitrice B.B. e la societ\u00e0 X per ottenere dal Tribunale Ordinario di Roma l\u2019inefficacia di due distinti atti dispositivi stipulati anteriormente il sorgere del credito \u2013 in particolare, atto di compravendita stipulato in data 16 settembre 2008 e atto integrativo stipulato in data 06 ottobre 2008 \u2013 con i quali la debitrice alienava all\u2019Societ\u00e0 X cinque beni immobili, costituenti l\u2019intero assetto patrimoniale di B.B. La Societ\u00e0 X si costituiva nel giudizio di prime cure, negando la dolosa preordinazione dell\u2019atto a pregiudicare i diritti del creditore e la propria consapevolezza di tale intenzione. All\u2019esito del giudizio, il Tribunale Ordinario di Roma rigettava la domanda. A.A., dunque, proponeva impugnazione alla Corte d\u2019Appello di Roma, la quale dichiarava inefficaci gli atti impugnati. Ci\u00f2 in quanto la Corte d\u2019Appello riteneva pienamente configurabile l\u2019azione revocatoria <em>ex<\/em> art. 2901 c.c., argomentando che quando l\u2019atto dispositivo \u00e8 anteriore al sorgere del credito, \u00e8 sufficiente la previsione di tale pregiudizio (il cd. dolo generico) e, per quanto attiene alla <em>participatio fraudis<\/em> del terzo, quando l\u2019atto dispositivo \u00e8 successivo al sorgere del credito, \u00e8 sufficiente la consapevolezza del medesimo pregiudizio. I Giudici del gravame riconoscevano la piena consapevolezza della Societ\u00e0 X del pregiudizio volontariamente arrecato dalla debitrice al creditore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">La societ\u00e0 proponeva, dunque, ricorso per Cassazione avverso la predetta sentenza, eccependo la violazione e la falsa applicazione dell\u2019art. 2901, co. 1, nn. 1-2, c.c. nella parte in cui la sentenza impugnata, pur avendo ritenuto che l\u2019atto di compravendita fosse anteriore al sorgere del credito, considerava sufficiente la mera consapevolezza del pregiudizio arrecato ai creditori anzich\u00e9 la preordinazione dell\u2019atto a tale scopo. La causa veniva avviata alla trattazione dinanzi alla Terza Sezione Civile, la quale con ordinanza interlocutoria del 27 novembre 2023 ha trasmesso gli atti alla Prima Presidente, la quale ne ha disposto l\u2019assegnazione alle Sezioni Unite, ai fini della risoluzione del contrasto di cui \u00e8 commento.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><span style=\"color: #333333;\"><strong>L\u2019evoluzione giurisprudenziale, i due orientamenti. <\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Con riguardo all\u2019individuazione dell\u2019elemento soggettivo della revocatoria, nell\u2019ipotesi in cui la stessa abbia ad oggetto un atto dispositivo anteriore al sorgere del credito, nella giurisprudenza di legittimit\u00e0, prima della pronuncia delle Sezioni Unite in commento, si erano sviluppati due orientamenti interpretativi: l\u2019uno orientato a individuare come requisito soggettivo dell\u2019art. 2901 c.c. la figura del dolo generico, ritenendo sufficiente ai fini della configurabilit\u00e0 della predetta fattispecie la semplice coscienza da parte del debitore del pregiudizio arrecato al debitore; l\u2019altro (ritenuto prevalente) volto invece ad individuare l\u2019elemento soggettivo nella dolosa preordinazione dell\u2019atto da parte del debitore al fine di compromettere il soddisfacimento del credito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">A conforto del primo orientamento, con ordinanza n. 5812\/2023, la terza sezione della Corte di Cassazione affermava che: <em>\u201cin tema di azione revocatoria, quando l&#8217;atto di disposizione \u00e8 anteriore al sorgere del credito, ad integrare l'&#8221;animus nocendi&#8221; richiesto dall&#8217;art. 2901, comma 1, n. 1, c.c. \u00e8 sufficiente il mero dolo generico e, cio\u00e8, la mera previsione, da parte del debitore, del pregiudizio arrecato ai creditori, non essendo invece necessaria la ricorrenza del dolo specifico, vale a dire la consapevole volont\u00e0 di pregiudicare le ragioni creditorie\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Ed ancora.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>\u201cIn tema di azione revocatoria, la consapevolezza dell&#8217;evento dannoso da parte del terzo contraente &#8211; prevista quale condizione dell&#8217;azione dall&#8217;art. 2901, primo comma, n. 2, cod. civ. &#8211; consiste nella generica conoscenza del pregiudizio che l&#8217;atto posto in essere dal debitore pu\u00f2 arrecare alle ragioni dei creditori, non essendo necessaria la collusione tra terzo e debitore. Tuttavia, nel caso di contratto preliminare di compravendita a seguito del quale il promittente-venditore abbia alienato il bene oggetto del preliminare ad un diverso soggetto, la prova che l&#8217;acquirente dell&#8217;immobile fosse a conoscenza del precedente contratto preliminare non \u00e8 sufficiente, essendo necessaria la prova della sua partecipazione alla dolosa preordinazione dell&#8217;alienante, consistente nella specifica intenzione di pregiudicare la garanzia del futuro credito\u201d<\/em> (Cfr. Cassazione Civile, Sez. III, ordinanza n. 25614\/2014; in senso conforme anche Cassazione Civile, Sez. I, sentenza n. 16825\/2013).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Tale primo approccio ermeneutico trovava fondamento nell\u2019assunto secondo cui nella gestione del proprio patrimonio il debitore non tiene in considerazione l\u2019interesse del creditore, ma agisce come se lo stesso non esistesse.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Pertanto, secondo tale prospettiva, ai fini della sussistenza dell\u2019elemento soggettivo della revocatoria era sufficiente la mera coscienza da parte del debitore di determinare o accrescere la propria insolvenza, attraverso il compimento dell\u2019atto dispositivo, mettendo il proprio patrimonio in condizione di non poter offrire ai creditori la garanzia dell\u2019adempimento delle obbligazioni contratte. Anche con riferimento al secondo orientamento numerosi sono stati gli interventi del Supremo Collegio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Con ordinanza n. 13265\/2024, la prima sezione della Corte di Cassazione affermava che: <em>\u201cin tema di revocatoria ordinaria, quando l&#8217;atto di disposizione sia anteriore al sorgere del credito la condizione per l&#8217;esercizio dell&#8217;azione \u00e8, oltre al &#8220;consilium fraudis&#8221; del debitore, la &#8220;participatio fraudis&#8221; del terzo acquirente, cio\u00e8 la conoscenza da parte di quest&#8217;ultimo della dolosa preordinazione dell&#8217;alienazione ad opera del disponente rispetto al credito futuro; tale elemento psicologico, ex art. 2901, comma 1, n. 2, c.c., quale oggetto di prova a carico del soggetto che lo allega, pu\u00f2 essere accertato anche mediante il ricorso a presunzioni, con un apprezzamento, riservato al giudice del merito, incensurabile in sede di legittimit\u00e0, se adeguatamente motivato\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">In senso conforme.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>\u201cIn tema di azione revocatoria, quando l&#8217;atto di disposizione \u00e8 anteriore al sorgere del credito, ad integrare l'&#8221;animus nocendi&#8221; richiesto dall&#8217;art. 2901, comma 1, n. 1, c.c. non \u00e8 sufficiente il dolo generico e, cio\u00e8, la mera previsione, da parte del debitore, del pregiudizio arrecato ai creditori, essendo invece necessaria la ricorrenza del dolo specifico, vale a dire la consapevole volont\u00e0 di stipularlo al fine precipuo di pregiudicare le ragioni creditorie\u201d<\/em> (Cfr. Cassazione Civile, Sez. III, ordinanza n. 16092\/2023).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><span style=\"color: #333333;\"><strong>Considerazioni conclusive.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #333333;\">La sentenza n. 1898\/2025 della Corte di Cassazione rappresenta la chiave di volta per la soluzione del suddetto contrasto giurisprudenziale, pronunciando un principio di diritto che appare volto a tutelare maggiormente gli atti di disposizione del patrimonio da parte dei debitori, evitando che vengano compromessi eccessivamente gli interessi dei terzi acquirenti, i quali devono poter godere di una certa sicurezza nelle transazioni patrimoniali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Gli Ermellini chiarivano che per poter accogliere l&#8217;azione revocatoria, \u00e8 necessario il dolo specifico del debitore, ossia la consapevolezza che l\u2019atto compiuto pregiudichi concretamente la posizione dei creditori, aderendo al secondo orientamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Ci\u00f2 in considerazione del fatto che l\u2019identificazione dell\u2019elemento soggettivo della revocatoria nella mera consapevolezza da parte del debitore del pregiudizio arrecato ai creditori comporta un\u2019indubbia dilatazione dei margini di operativit\u00e0 dell\u2019istituto, poich\u00e9 in tal senso si ritiene configurabile il presupposto dell\u2019<em>eventus damni <\/em>non solo in presenza di una compromissione totale della consistenza patrimoniale del debitore, bens\u00ec anche a fronte di una variazione quantitativa o qualitativa dello sesso tale da rendere pi\u00f9 incerta od ostica la soddisfazione del credito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Tale dilatazione, difatti, si pone in contrasto con la natura eccezionale che l\u2019azione revocatoria viene ad assumere nell\u2019ipotesi in cui abbia ad oggetto atti dispositivi posti in essere in epoca anteriore al sorgere del credito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Essa costituisce una deroga al principio generale <em>ex<\/em> art. 2740 c.c. secondo cui il debitore risponde dell\u2019adempimento <em>\u201ccon tutti i suoi beni presenti e futuri\u201d, <\/em>ossia con quelli esistenti nel suo patrimonio alla data in cui \u00e8 sorta l\u2019obbligazione e con quelli che abbia acquistato in epoca successiva e non anche con quelli di cui alla predetta data avesse gi\u00e0 cessato di essere titolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Nel momento in cui il creditore entra in contatto col debitore, il primo \u00e8 perfettamente in grado di conoscere l\u2019esatta e attuale consistenza e composizione patrimoniale del secondo, nonch\u00e9 di apprezzarne l\u2019idoneit\u00e0 a garantire il soddisfacimento del credito in caso di inadempimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Pertanto, pronunciando il principio di diritto di cui sopra, la Suprema Corte, in accoglimento dei motivi proposti dalla societ\u00e0 X cassava la sentenza di gravame, rinviando alla Corte d\u2019Appello di Roma in diversa composizione.<\/span>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text css=&#8221;&#8221;]<\/p>\n<h5>Roma, 17 Aprile 2025 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/professionisti\/carlo-zaccagnini\/\">Avvocato Carlo Zaccagnini<\/a><\/h5>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;70px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1688383983319{background-color: #1f497d !important;}&#8221;][vc_column]<div class=\"mkdf-call-to-action-holder  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