{"id":5788,"date":"2023-07-14T16:39:00","date_gmt":"2023-07-14T14:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/excellerator.it\/?page_id=5788"},"modified":"2023-07-14T16:39:37","modified_gmt":"2023-07-14T14:39:37","slug":"perquisizione-domiciliare-la-cedu-sanziona-italia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/papers\/perquisizione-domiciliare-la-cedu-sanziona-italia\/","title":{"rendered":"Perquisizione domiciliare: la CEDU sanziona l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_btn title=&#8221;TORNA A PAPERS&#8221; align=&#8221;right&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fcarlozaccagnini.it%2Fit%2Fpapers%2F&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"fl-heading\"><span class=\"fl-heading-text\" style=\"color: #1f497d;\">Perquisizione domiciliare: la CEDU sanziona l\u2019Italia.<br \/>\n<\/span><\/h3>\n<h4 class=\"fl-heading\"><span style=\"color: #1f497d;\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">Corte EDU Brazzi c\/Italia, 27 settembre 2018<\/span><\/strong><\/span><\/h4>\n<h3 class=\"fl-heading\"><span class=\"fl-heading-text\" style=\"color: #1f497d;\">\u00a0<\/span><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5ece36b40716d\" data-node=\"5ece36b40716d\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5ea1706abbcbc\" data-node=\"5ea1706abbcbc\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5 class=\"fl-module fl-module-heading fl-node-5e985612bd42d\" data-node=\"5e985612bd42d\">\u00a0Con la Sentenza Brazzi c\/Italia del 27 settembre 2018, la Corte EDU ha condannato l\u2019Italia per la violazione dell\u2019art. 8 della Convenzione in tema di perquisizione domiciliare.<\/h5>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">Il fatto storico<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<p>Il Sig. Marco Brazzi, residente in Germania, iscritto all\u2019A.I.R.E., proprietario di immobile ad uso abitativo in territorio italiano, era sottoposto ad accertamento fiscale nell\u2019anno 2010: il 6 luglio 2010, la Procura della Repubblica di Mantova ordinava la perquisizione dell\u2019abitazione del Brazzi <em>ex <\/em>art. 247, primo comma, c.p.p., delegando la Guardia di finanza per l\u2019adempimento finalizzato al sequestro probatorio di quanto rinvenuto.<\/p>\n<p>Il Brazzi, conosciuto il proprio <em>status <\/em>di indagato, dichiarava alla Procura di non aver mai ricevuto comunicazione della verifica fiscale in corso e si metteva a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria per fornire ogni chiarimento richiesto. Nonostante ci\u00f2, il 13 luglio 2010 era emesso <u>secondo ordine di perquisizione locale<\/u>; l\u2019attivit\u00e0 era effettuata il 6 agosto 2010, alla presenza di un parente dell\u2019indagato, e <u>si concludeva<\/u> <u>con esito negativo<\/u>: nulla era sottoposto a sequestro.<\/p>\n<p>Il Brazzi depositava memoria difensiva all\u2019Inquirente che formulava richiesta di archiviazione per il paventato delitto tributario; il Giudice per le Indagini Preliminari concordava sulla richiesta. L\u2019indagato, tuttavia, ricorreva in Cassazione avverso l\u2019ordine di perquisizione emesso il 13 luglio 2010, lamentandone l\u2019illegittimit\u00e0: la verifica fiscale avrebbe potuto essere effettuata con modalit\u00e0 diverse e non lesive del diritto a veder rispettato il proprio domicilio italiano.<\/p>\n<p>La Corte di Cassazione dichiarava inammissibile il ricorso per le seguenti ragioni: <strong>(a) <\/strong>l\u2019art. 257 c.p.p. prevede il riesame dell\u2019ordine di perquisizione solo ove sia esitato nel sequestro di <em>res<\/em>; <strong>(b) <\/strong>nel caso in cui vi siano violazioni di legge durante una perquisizione personale o domiciliare, l\u2019ordinamento riconosce soltanto una sanzione disciplinare a carico degli operanti di P.G.; <strong>(c) <\/strong>nelle ipotesi di perquisizione, non \u00e8 ammissibile ricorso diretto in Cassazione <em>ex <\/em>art. 111 Cost. in quanto tale mezzo di ricerca della prova non reca alcun pregiudizio alla libert\u00e0 del soggetto. Esauriti i rimedi interni, il Brazzi ricorreva, dunque, avanti la Corte EDU di Strasburgo censurando la violazione degli artt. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), 6 (diritto ad un equo processo) e 13 (diritto ad un ricorso effettivo).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">Le norme di diritto nazionale coinvolte<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<p>Rilevano nel caso in esame: <strong>(i) <\/strong>gli artt. 257 ss. c.p.p. e <strong>(ii) <\/strong>gli artt. 1 e 2 della Legge n. 117 del 13 aprile 1988.<\/p>\n<p><strong>(i)<\/strong> Gli 247, 250 e 251 c.p.p. prevedono regole e garanzie della perquisizione domiciliare, che \u00e8 disposta \u201c<em>quando vi \u00e8 fondato motivo di ritenere che tali cose si trovino in un determinato luogo<\/em>\u201d; durante la fase delle indagini preliminari, la decisione spetta al Pubblico Ministero, che emette decreto motivato. L\u2019ordine di perquisizione deve essere consegnato all&#8217;indagato o a chi abbia la disponibilit\u00e0 del luogo e questi hanno la facolt\u00e0 di farsi assistere da un avvocato. Se mancano tali persone, \u00e8 notificato a un congiunto o al portiere. Una perquisizione domiciliare non pu\u00f2 essere iniziata prima delle ore 7 e dopo le ore 20, salvo casi urgenti.<\/p>\n<p>Qualora alla perquisizione consegua un sequestro, l\u2019art. 257 c.p.p. riconosce all&#8217;indagato, alla persona alla quale le cose sono state sequestrate e a quella che avrebbe diritto alla loro restituzione, la possibilit\u00e0 di proporre riesame avverso il decreto di sequestro, sul quale decide entro 10 giorni il Tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l&#8217;ufficio che ha emesso il provvedimento.<\/p>\n<p><strong>(ii)<\/strong> Il risarcimento dei danni causati nell&#8217;esercizio delle funzioni giudiziarie pu\u00f2 essere richiesto \u201c<em>a tutti gli appartenenti alle magistrature ordinaria, amministrativa, contabile, [\u2026], che esercitano l&#8217;attivit\u00e0 giudiziaria, [\u2026], nonch\u00e9 agli estranei che partecipano all&#8217;esercizio della funzione giudiziaria<\/em>\u201d ( 1, comma 1, e 2, Legge n. 117 del 13 aprile 1988). La norma vigente al tempo dei fatti occorsi al Brazzi stabiliva:<\/p>\n<p>1. chi ha subito un danno ingiusto per effetto [\u2026] di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell&#8217;esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia pu\u00f2 agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libert\u00e0 personale;<\/p>\n<p>2. l&#8217;esercizio delle funzioni giudiziarie non d\u00e0 luogo a responsabilit\u00e0 quando si esplichi nella interpretazione di norme di diritto n\u00e9 quella di valutazione del fatto e delle prove;<\/p>\n<p>3. costituiscono colpa grave:<\/p>\n<p>&#8211; la grave violazione di legge determinata da negligenza inescusabile;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;affermazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza \u00e8 incontrastabilmente esclusa dagli atti del procedimento;<\/p>\n<p>&#8211; la negazione, determinata da negligenza inescusabile, di un fatto la cui esistenza risulta incontrastabilmente dagli atti del procedimento;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019emissione di provvedimento concernente la libert\u00e0 della persona fuori dei casi consentiti dalla legge oppure senza.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 per ottenere il risarcimento del danno contro il Giudice resosi colpevole di dolo o colpa grave nell&#8217;esercizio delle sue funzioni o di diniego di giustizia sono previste dall\u2019art. 4, comma 2, della Legge n. 117\/1988: l&#8217;azione contro lo Stato doveva essere esercitata, a pena di inammissibilit\u00e0, entro due anni dalla data in cui il provvedimento contestato era divenuto definitivo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">La posizione assunta dalle parti<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<p>Brazzi con il suo avvocato sosteneva che l\u2019ordine di perquisizione emesso in proprio danno costituisse ingerenza ingiustificata del rispetto del proprio domicilio: la Procura avrebbe potuto verificare agevolmente in modo meno pervasivo la sua situazione fiscale, tramite:<\/p>\n<p><strong>(i)<\/strong> consultazione dell\u2019amministrazione fiscale tedesca;<\/p>\n<p><strong>(ii)<\/strong> richiesta di informazioni dal medesimo, che si era reso disponibile a collaborare di persona con le Autorit\u00e0<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, \u201c<em>le Autorit\u00e0 avevano persistito nell\u2019intento di violare il suo domicilio, sulla scorta di un decreto di perquisizione e di sequestro dal carattere vago e impreciso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il ricorrente lamentava ancora di non aver potuto ricevere un controllo effettivo sul provvedimento emesso nei suoi confronti, poich\u00e9 la Corte di Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso, stabiliva come il decreto di perquisizione non fosse impugnabile secondo il diritto italiano.<\/p>\n<p>Il Governo, per il tramite dell\u2019Avvocatura dello Stato, affermava come il Brazzi avrebbe potuto richiedere il risarcimento del danno al giudice civile secondo la Legge n. 117\/1998, pertanto era da considerarsi soggetto carente di interesse ad ottenere l\u2019annullamento del decreto di perquisizione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">La decisione assunta dalla corte EDU<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5e9dba9c7d64b\" data-node=\"5e9dba9c7d64b\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5>La Corte EDU riconosce come la perquisizione abbia comportato una \u201cingerenza delle autorit\u00e0 pubbliche\u201d nel diritto alla vita privata dell\u2019interessato e pone sotto la lente di ingrandimento l\u2019art. 8, par. 2, della CEDU, per verificare se, nel caso in esame, l\u2019attivit\u00e0 fosse stata quantomeno eseguita nel rispetto dei presupposti di garanzia: <strong>(1) <\/strong>previsione legislativa, <strong>(2) <\/strong>perseguimento di uno o pi\u00f9 scopi legittimi, <strong>(3) <\/strong>necessariet\u00e0 in una societ\u00e0 democratica.<\/h5>\n<h5>Ritenute sussistenti le condizioni <strong>(1) <\/strong>e <strong>(2)<\/strong>, la Corte rileva come, affinch\u00e9 il mezzo di ricerca della prova (perquisizione) possa essere compatibile con il diritto dello Stato membro, quest\u2019ultimo debba \u201c<em>offrire garanzie adeguate e sufficienti contro l\u2019abuso e l\u2019arbitrariet\u00e0<\/em>\u201d. E, conseguentemente, riconosce che \u201c<strong><em>il fatto che una richiesta di perquisizione sia stata oggetto di un controllo giurisdizionale, non costituisce necessariamente, di per s\u00e9, una garanzia sufficiente contro gli abusi<\/em><\/strong>\u201d. Se una legislazione nazionale, come quella italiana, \u201c<strong><em>non prevede un controllo giurisdizionale <\/em>ex ante factum <em>sulla legalit\u00e0 e sulla necessit\u00e0 di tale misura <\/em><\/strong><strong><em>istruttoria, dovrebbero esistere altre garanzie, in particolare sul piano dell\u2019esecuzione del mandato, di natura tale da controbilanciare le imperfezioni legate all\u2019emissione e, eventualmente, al contenuto del mandato di perquisizione<\/em><\/strong>\u201d: \u201c<strong><em>quando un\u2019operazione considerata irregolare ha gi\u00e0 avuto luogo, il ricorso o i ricorsi disponibili devono permettere di fornire all\u2019interessato una riparazione adeguata<\/em><\/strong>\u201d.<\/h5>\n<h5>Ci\u00f2 che non \u00e8 avvenuto nel caso del ricorrente, in quanto la perquisizione non ha permesso di raccogliere prove a carico, il procedimento \u00e8 stato archiviato dal Giudice per le indagini preliminari, il quale non ha esaminato \u2013 perch\u00e9 la legge non preveda che lo faccia &#8211; n\u00e9 la legittimit\u00e0 n\u00e9 la necessit\u00e0 dell\u2019ordine di perquisizione ed il grava,e del provvedimento \u00e8 stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte poich\u00e9 rimedio specifico previsto solo se all\u2019attivit\u00e0 di ricerca della prova consegua un sequestro di beni.<\/h5>\n<h5><strong>La Corte conclude che, in assenza di un controllo giurisdizionale preventivo o di un controllo effettivo <em>a posteriori <\/em>della misura istruttoria impugnata, le garanzie procedurali previste dalla legislazione italiana non siano state sufficienti ad evitare il rischio di abuso di potere da parte delle autorit\u00e0 incaricate dell\u2019indagine penale e, nello specifico, dell\u2019attivit\u00e0 perquisitoria.<\/strong><\/h5>\n<h5>Lo Stato italiano \u00e8 chiamato, pertanto, a recepire le indicazioni ricevute, onde prevenire future censure e sanzioni dalla Corte di Strasburgo per violazione dell\u2019art. 8 CEDU.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0Avvocato Carlo Zaccagnini<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1688390796203{background-color: #1f497d !important;}&#8221;][vc_column]<div class=\"mkdf-call-to-action-holder  mkdf-normal-layout  mkdf-three-quarters-columns\">\n\n\t<div class=\"mkdf-cta-inner \">\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-icon-holder\">\n\t\t\t<span aria-hidden=\"true\" class=\"mkdf-icon-font-elegant  \" style=\"color: #ffffff;font-size: 30px\"><\/span>\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-text-holder\">\n\t\t\t<div class=\"mkdf-cta-text\">\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #165253;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Dubbi o necessit\u00e0?<\/span><br \/>\n<\/span><\/h2>\n<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-button-holder\" >\n\t\t\t<div class=\"mkdf-cta-button\"><a itemprop=\"url\" href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/contatti\/\" target=\"_self\" style=\"color: #ffffff;background-color: #1a2843;border-color: #1a2843\" class=\"mkdf-btn mkdf-btn-medium mkdf-btn-solid mkdf-btn-custom-hover-bg mkdf-btn-custom-border-hover mkdf-btn-custom-hover-color\" data-hover-color=\"#1a2843\" data-hover-bg-color=\"#f2f2ef\" data-hover-border-color=\"#1a2843\" >    <span class=\"mkdf-btn-text\">CONTATTACI<\/span>    <\/a><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div>[vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/disclaimer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>DISCLAIMER<\/strong><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_btn title=&#8221;TORNA A PAPERS&#8221; align=&#8221;right&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fcarlozaccagnini.it%2Fit%2Fpapers%2F&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text] Perquisizione domiciliare: la CEDU sanziona l\u2019Italia. 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