{"id":5765,"date":"2023-07-14T13:43:21","date_gmt":"2023-07-14T11:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/excellerator.it\/?page_id=5765"},"modified":"2025-08-01T13:00:55","modified_gmt":"2025-08-01T11:00:55","slug":"bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/papers\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale\/","title":{"rendered":"Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_btn title=&#8221;TORNA A PAPERS&#8221; align=&#8221;right&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fcarlozaccagnini.it%2Fit%2Fpapers%2F&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3 class=\"fl-heading\"><span class=\"fl-heading-text\" style=\"color: #1f497d;\">Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale: possibilit\u00e0 di modifica dell\u2019imputazione, distinzione tra fatto \u201cnuovo\u201d e fatto \u201cdiverso\u201d e discrasie giurisprudenziali anche dopo le sezioni unite n. 21039\/ 2011.<\/span><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5ece36b40716d\" data-node=\"5ece36b40716d\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5ea1706abbcbc\" data-node=\"5ea1706abbcbc\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5e986930b9911\" data-node=\"5e986930b9911\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5e98795cf3c60\" data-node=\"5e98795cf3c60\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5>Lo studio del tema che d\u00e0 titolo al presente scritto deve prendere le mosse dall\u2019analisi dell\u2019art. <strong>219<\/strong>, <strong>secondo comma, n. 1) <\/strong>del Reg. Decreto 267 del 1942 (<em>hinc <\/em>\u201cLegge Fall.\u201d), il quale prevede che <strong>le pene stabilite negli artt. 216<\/strong>, <strong>217<\/strong>, e 218 Legge Fall. <strong>sono aumentate fino ad un terzo, se l\u2019agente abbia commesso pi\u00f9 fatti di <a href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/diritto-penale-fallimentare-1\/\">bancarotta<\/a><\/strong>.<\/h5>\n<h5>La struttura lessicale di tale aggravante ha posto l\u2019interrogativo se i delitti cui afferisce abbiano o meno <em>carattere unitario<\/em>; differenti, come evidente, le ricadute sul piano pratico a seconda della tesi cui si aderisca.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">1. Tesi dell\u2019unitariet\u00e0 del delitto di bancarotta<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5><strong>1.1.<\/strong> L\u2019opinione tradizionale[1] ritiene che con l\u2019art. 219 Legge si sia inteso considerare la pluralit\u00e0 dei fatti di bancarotta come un \u201cunico fatto\u201d, sanzionandoli con la circostanza aggravante in parola nel caso di ricorrenza di pi\u00f9 precetti violati dall\u2019agente nel corso della propria attivit\u00e0: i pi\u00f9 delitti di bancarotta costituiscono, secondo la tesi in discorso, sempre di per s\u00e9 un solo <em>crimen <\/em>poich\u00e9 ledono il medesimo bene giuridico. La tesi poggia sul dato normativo : l\u2019<strong>art. 219 <\/strong>Legge Fall. \u00e8 rubricato \u201c<em>circostanze aggravanti e circostanze attenuanti<\/em>\u201d <strong>ed il <\/strong><strong>comma secondo, n. 1)<\/strong>, \u00e8 previsto unitamente ad altre ipotesi che presentano inequivocabile natura di circostanze del reato (<em>rilevante gravit\u00e0 <\/em>o <em>speciale tenuit\u00e0 <\/em>del danno patrimoniale, esercizio illegittimo dell\u2019impresa).<\/h5>\n<h5>Anche la tecnica sanzionatoria, poi, \u00e8 tipica del regime delle circostanze : aumento indeterminato della pena (<em>ex <\/em>art. 64 c.p., dunque fino ad un terzo). Militerebbe in tal senso, infine, anche la Relazione al R. Decreto. n. 267\/1942, secondo cui \u00e8 \u201c<em>apparso necessario, per meglio adeguare le sanzioni all\u2019entit\u00e0 delle infrazioni ed alla pericolosit\u00e0 del colpevole, <\/em><em>prevedere l\u2019aggravamento della pena per chi commette pi\u00f9 fatti previsti in una stessa disposizione di legge <\/em>[\u2026]\u201d. Sulla scorta di tali dati testuali l\u2019<strong>art. 219 Legge Fall. <\/strong>considererebbe le diverse violazioni come un <em>unicum<\/em>, <strong>in deroga alla <\/strong>disciplina comune in materia di <strong>concorso di reati e di reato continuato<\/strong>. La tesi in esame \u00e8 seguita anche da parte della giurisprudenza.<\/h5>\n<h5><strong>1.2.<\/strong> \u201c<em>L\u2019<strong> 219 <\/strong><\/em><em>[\u2026] <\/em><strong><em>statuisce l\u2019unitariet\u00e0 del reato<\/em><\/strong><em>, anche se commesso mediante una pluralit\u00e0 di condotte fra quelle alternativamente previste dall\u2019art. 216, sicch\u00e9 <strong>alla bancarotta non sono applicabili i principi <\/strong><\/em><strong><em>di diritto comune stabiliti in tema di continuazione, e la circostanza aggravante \u00e8 assoggettata all\u2019ordinario giudizio di comparazione tra aggravanti ed attenuanti previsto dall\u2019art. 69 c.p.<\/em><\/strong>\u201d[2].<\/h5>\n<h6>[1] La concezione unitaria \u00e8 sostenuta da P<sub>AGLIARO<\/sub>, <em>Il delitto di bancarotta<\/em>, Palermo, 1957; A<sub>NTOLISEI<\/sub>, <em>Manuale di diritto penale<\/em>, vol. II, <em>I reati fallimentari<\/em>, Milano, 2008; C<sub>ONTI<\/sub>, <em>Diritto penale commerciale<\/em>, vol. II, <em>I <\/em><em>reati fallimentari<\/em>, Torino, 1991.<br \/>\n[2] Cass. Pen., Sez. V, 4 marzo 1998, n. 4431, in <em>C.E.D. Cass<\/em>. Rv. 211052; conf. Cass. Pen., Sez. V, 4 luglio 2006, n. 38810, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., Rv. 235762; Cass. Pen., Sez. V, 28 novembre 2007, n. 1762, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., Rv. 239096.<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">2. La concezione pluralistica<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5><strong>2.1.<\/strong> La concezione <em>unitaria <\/em>della bancarotta (cui corollario concettuale \u00e8 la natura \u201c<em>circostanziale<\/em>\u201d della <em>pluralit\u00e0 dei fatti <\/em>unificati <em>quoad poenam <\/em>dall\u2019art. 219 in esame) \u00e8 contrata da quella dottrina minoritaria che esclude all\u2019<strong> 219 Legge Fall. <\/strong>la natura di <em>circostanza <\/em>del reato e la cui <em>ratio<\/em>, in definitiva, sarebbe solo quella di temperare <em>in melius<\/em>, ai fini sanzionatori , il concorso dei reati concorsuali.<\/h5>\n<h5>Esegesi che attribuisce alla disposizione <em>de qua <\/em>cifra solo formale di <em>aggravante <\/em>: nel caso di pluralit\u00e0 di condotte di bancarotta, infatti, il rapporto tra fatto-reato e fatto-accessorio non sussisterebbe, poich\u00e9 i fatti sarebbero tutti sullo stesso piano e non sarebbero in sintesi ontologicamente scindibili; risolvendosi in operazione logica sterile l\u2019assegnare ad uno di essi la funzione di circostanza. Ecco dunque come l\u2019<strong>art. 219 Legge Fall.<\/strong>, invece, disciplinerebbe <strong>ipotesi di concorso di reati autonomi ed indipendenti <\/strong>: dai quali possono scaturire anche pi\u00f9 giudicati e <strong>che il Legislatore unifica e considera ai soli effetti del trattamento sanzionatorio mediante il <em>bilanciamento circostanziale<\/em><\/strong>.<\/h5>\n<h5>Spetterebbe, tuttavia, all\u2019interprete accertare di volta in volta che non sussista tra le figure criminose un rapporto di specialit\u00e0 capace di escludere il concorso<a href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/h5>\n<h5>Tale disposizione trova applicazione sia nel caso di ripetizione del medesimo fatto, sia nel caso di realizzazione di fatti diversi<a href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Anche questa esegesi ha raccolto consensi giurisprudenziali.<\/h5>\n<h5><strong>2.2.<\/strong> \u201c<em>L\u2019<strong> 219 <\/strong><\/em><em>[\u2026] <\/em><em>persegue la finalit\u00e0 di <strong>attenua<\/strong>re <strong>l\u2019eccessivo rigore del cumulo delle pene <\/strong><\/em><strong><em>conseguente al concorso materiale di reati <\/em><\/strong><em>in fattispecie legali che si attuano frequentemente, ed anzi normalmente, con la ripetizione e la pluralit\u00e0 dei fatti. Trattasi di un\u2019unificazione <\/em>quoad poenam<em>, che non <\/em><em>esclude quindi l\u2019innegabile autonomia ontologica dei singoli fatti di bancarotta<\/em>\u201d [3].<\/h5>\n<h6>[1] Cass. Pen., Sez. V, 4 giugno 1981, Picardi, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., Rv. 150246.<br \/>\n[2]\u00a0 A<sub>NTOLISEI<\/sub>, <em>Manuale di diritto penale<\/em>, op. cit., scrive \u201c<em>a nostro parere, l\u2019aggravante \u00e8 applicabile anche nel caso di reiterazione di fatti dello stesso tipo e cio\u00e8 riconducibili alla medesima ipotesi di bancarotta [\u2026] L\u2019essenziale \u00e8 che si tratti di distinte azioni criminose, cio\u00e8 di comportamenti staccati nel tempo perch\u00e9 in ogni caso sussiste quella maggiore gravit\u00e0 del fatto che, a giudizio del legislatore, giustifica l\u2019aggravante della pena. Naturalmente se l\u2019aggravante si applica a fatti che realizzano la stessa ipotesi di bancarotta, <\/em>a fortiori<em>, \u00e8 applicabile a fatti diversi siano o no previsti nello stesso comma o numero di ciascuno degli artt. 216 e 217. In conseguenza, per fare degli esempi, in tema di bancarotta fraudolenta l\u2019aggravante si applica all\u2019imprenditore che abbia dissimulato alcuni beni e sottratto i libri contabili, oppure abbia occultato delle attivit\u00e0 ed altre ne abbia distratte, oppure in epoche diverse abbia distrutto pi\u00f9 beni\u201d.<\/em><\/h6>\n<h6>[3] Cass. Pen., Sez. V, 16 ottobre 1980, n. 2588, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., <em>Rv. <\/em>146739; Cass. Pen., Sez. V, 21 gennaio 1987, n. 4561, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., <em>Rv. <\/em>175662; Cass. Pen., Sez. V, 4 giugno 2003, n. 32254, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., <em>Rv<\/em>. 226503; Cass. Pen., Sez. V, 27 maggio 2008, n. 26794, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., <em>Rv<\/em>. 241171.<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">3. L\u2019intervento delle sezioni unite del 26 maggio 2011, n. 21039<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5><span style=\"color: #333333;\"><strong>3.1.<\/strong> Il cennato contrasto interpretativo sull\u2019<strong> 219 Legge Fall. <\/strong>\u00e8 approdato al vaglio delle Sezioni Unite della Suprema Corte<a style=\"color: #333333;\" href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, chiamate a risolvere la questione di diritto \u201c<em>se il delitto di bancarotta, nel caso in cui siano poste in essere <strong>pi\u00f9 condotte tipiche nell\u2019ambito di uno stesso fallimento, sia un unico reato, <\/strong>con l\u2019effetto di un aumento di pena in funzione di circostanza aggravatrice,<u> <strong>o<\/strong><\/u> se \u2013 invece \u2013 <strong>la pluralit\u00e0 di condotte di bancarotta dia luogo ad un concorso di reati, con conseguente esclusione del divieto di <\/strong><\/em><strong>bis in idem <em>per l\u2019eventuale giudicato intervenuto su alcune delle indicate condotte<\/em><\/strong>\u201d. Il Supremo Consesso aderisce alla <em>concezione pluralistica <\/em>e ha stabilito:<\/span><\/h5>\n<ol>\n<li>\n<h5><span style=\"color: #333333;\">\u201c<strong><em>pi\u00f9 condotte tipiche di bancarotta poste in essere nell\u2019ambito di uno stesso fallimento mantengono la propria autonomia ontologica e danno luogo a un concorso di reati<\/em><\/strong><em>, che vengono unificati, ai soli fini sanzionatori, nel cumulo giuridico<\/em>\u201d;<\/span><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5><span style=\"color: #333333;\">\u201c<em>la disposizione di cui al<strong>l\u2019art. 219, comma secondo, n. 1, Legge Fall. non <\/strong>integra, sotto il profilo strutturale, una <strong>circostanza aggravante<\/strong>, <strong>ma <\/strong>detta una <strong>peculiare disciplina della continuazione<\/strong>, in deroga a quella ordinaria di cui all\u2019art. 81 cod. pen., in tema di reati fallimentari<\/em>\u201d;<\/span><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5><span style=\"color: #333333;\">\u201c<strong><em>deve escludersi<\/em><\/strong><em>, con riferimento a condotte di bancarotta ancora <\/em>sub iudice<em>, <strong>la preclusione dell\u2019eventuale giudicato intervenuto su altre e distinte condotte di bancarotta relative alla stessa procedura concorsuale<\/strong><\/em>\u201d.<\/span><\/h5>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h5><span style=\"color: #333333;\"><strong>3.2.<\/strong> Il <em>decisum <\/em>muove dalla natura delle fattispecie <em>ex <\/em> 216, 217 e 218 Legge Fall., richiamate dall\u2019art. 219, comma secondo, n. 1) e rileva come l\u2019<strong>art. 216 Legge Fall<\/strong>. sia <strong>disposizione a <\/strong><strong>pi\u00f9 norme, prevedendo diverse ipotesi di delitto assolutamente eterogenee tra loro <\/strong>per condotta, per oggettivit\u00e0 giuridica, per gravit\u00e0, per tempo di consumazione, per sanzione prevista<a style=\"color: #333333;\" href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Tale disposizione \u2013 opina il <em>decisum<\/em> \u2013 prevede anche norme a pi\u00f9 <strong>fattispecie alternative o fungibili<\/strong><a style=\"color: #333333;\" href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><strong> ed \u00e8 solo in tali casi che il reato \u00e8 estrinsecazione di un unico fatto <\/strong><strong>fondamentale <\/strong>e, dunque, costituisce un unico reato. <strong>In tutte le altre ipotesi, anche tra fattispecie alternative, si ha concorso ogniqualvolta le differenti azioni tipiche siano \u201c<em>distinte sul piano ontologico, psicologico e funzionale<\/em>\u201d e abbiano ad oggetto <em>beni <\/em>specifici differenti<\/strong>.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333333;\"><strong>3.3.<\/strong> Secondo la pronunzia in esame l\u2019<strong> 219, comma secondo, n. 1) <\/strong>Legge Fall. disciplina un concorso di reati unificato fittiziamente agli effetti della individuazione del regime sanzionatorio nel cumulo giuridico, facendo ricorso allo strumento della circostanza aggravante. L\u2019unificazione \u00e8, dunque, esclusivamente <em>quoad poenam<\/em>: <strong>ad ogni altro effetto, anche processuale, ciascun reato rimane autonomo e distinto (e passibile dunque di separato e distinto giudizio)<\/strong>. Tale lettura \u00e8 compatibile sia con i casi di <em>reiterazione <\/em>di fatti riconducibili alla medesima ipotesi di bancarotta, sia in quello di <em>commissione di pi\u00f9 fatti <\/em>tra quelli previsti dagli artt. 216 e 217 Legge Fall.<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #333333;\"><strong>3.4.<\/strong> La bancarotta fraudolenta patrimoniale, quella documentale, quella preferenziale, le plurime e diverse ipotesi di bancarotta semplice, la bancarotta pre-fallimentare e quella post-fallimentare presentano gradi di offensivit\u00e0 non omologhi, sono sanzionate in modo differenziato e non tutte coincidono come tempo e luogo di consumazione. Da ci\u00f2 discende che \u201c<strong><em>per ogni diverso e autonomo fatto di bancarotta <\/em><\/strong><em>che emerge nel corso di un processo riguardante altro fatto di bancarotta, relativo logicamente alla stessa procedura fallimentare, <strong>occorre procedere a nuova contestazione<\/strong><\/em>\u201d (S.S. U.U., cit., pag. 20).<\/span><\/h5>\n<h5>[1] Cass. Pen., Sez. Un., 26 maggio 2011, n. 21039, in C.E.D. Cass., Rv. 249665-70).<\/h5>\n<h5>[2] Bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta documentale, bancarotta preferenziale, bancarotta pre e post fallimentare.<\/h5>\n<h5>[3] Trattasi, ad esempio, delle condotte di distrazione, occultamento, dissimulazione, distruzione o dissipazione, di cui al comma primo n. 1), le quali hanno ad oggetto lo stesso bene e si pongono in rapporto di \u201calternativit\u00e0 di modi\u201d.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<h4 class=\"fl-heading\"><strong><span class=\"fl-heading-text\">4. Nuove contestazioni e modifica dell\u2019imputazione in relazione ai fatti di bancarotta<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"fl-module fl-module-rich-text fl-node-5e988fd96e2dc\" data-node=\"5e988fd96e2dc\">\n<div class=\"fl-module-content fl-node-content\">\n<div class=\"fl-rich-text\">\n<h5><strong>4.1.<\/strong> Prima della pronuncia a S.S. U.U. si era affermato che \u201c<strong><em>non integra fatto nuovo ai sensi dell\u2019art. 518 cod. proc. pen. la individuazione, nel corso dell\u2019istruttoria dibattimentale, di diverse modalit\u00e0 della condotta illecita ovvero di ulteriori condotte di distrazione o, comunque, di difformi condotte integrative della violazione dell\u2019art. 216 Legge Fall., trattandosi di fatto che non pu\u00f2 generare novit\u00e0 dell\u2019illecito, ma soltanto l\u2019integrazione della circostanza aggravante (e non la modifica del fatto tipico), in virt\u00f9 della peculiare disciplina dell\u2019illecito fallimentare \u2013 connaturato alla c.d. <\/em>unitariet\u00e0 <em>del reato desumibile dall\u2019art. 219, comma secondo, n. 1 Legge Fall.<\/em><\/strong><em>, che deroga alla disciplina della continuazione \u2013 e della peculiarit\u00e0 della norma incriminatrice che non assegna alle condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione e dissimulazione, previste dall\u2019art. 216 Legge Fall., natura di fatto autonomo, bens\u00ec fattispecie penalmente tra loro equivalenti, e cio\u00e8 modalit\u00e0 di esecuzione alternative e fungibili di un unico reato<\/em>\u201d<a href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/h5>\n<h5><strong>4.2.<\/strong> Esegesi costante nella <strong>Quinta Sezione della Cassazione, anche in tempo successivo alle Sezioni Unite 2011<\/strong>. Le ragioni della \u201cdissociazione\u201d esegetica appaiono di vero sostanzialmente condivisibili: le norme che disciplinano le <em>nuove contestazioni <\/em>(518 c.p.p.), le modificazioni dell\u2019imputazione (516 c.p.p.) e la necessaria correlazione tra imputazione e sentenza sono poste a presidio del contraddittorio sull\u2019accusa e, dunque, dello spiegamento del pieno esercizio del diritto di difesa.<br \/>\nDovendo essere interpretate con riferimento a detto presidio, <em>vulnus <\/em>a quel principio di contraddittorio si determina solo ove il mutamento della accusa sia idoneo a pregiudicare la possibilit\u00e0 di difesa dell\u2019imputato: a tal fine, non \u00e8 sufficiente il mero confronto letterale fra vecchia e nuova imputazione; il Decisore deve invece accertarsi se risulti radicalmente trasformata la fattispecie concreta contestata in guisa che risulti incerto o radicalmente nuovo <em>l\u2019oggetto dell\u2019imputazione<a href=\"https:\/\/www.carlozaccagnini.it\/bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-3\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em>.<\/h5>\n<h5>In decisioni successive al 2011, la Quinta Sezione ritiene (in contrasto con le S.S.U.U.), come nel caso di <em>pi\u00f9 fatti di bancarotta <\/em>(di cui ribadisce il carattere <em>unitario <\/em>del delitto in adesione all\u2019interpretazione dell\u2019art. 219 Legge Fall. riportata <em>sub <\/em><strong>1.<\/strong>), non si determinino le condizioni di applicabilit\u00e0 dell\u2019artt. 518 (<em>Fatto nuovo<\/em>) bens\u00ec quelle dell\u2019art. 516 c.p.p. (<em>Modifica dell\u2019imputazione<\/em>). Sotto profilo processuale, dunque, ci\u00f2 che dovrebbe avvenire, secondo tale ultima interpretazione, sar\u00e0 la contestazione in udienza di una nuova imputazione, senza interruzione della celebrazione del processo in corso.<br \/>\nAl contrario, secondo la giurisprudenza delle S.S.U.U., l\u2019emersione nel corso della istruzione dibattimentale in corso di una nuova imputazione concorsuale a carico dell\u2019imputato determinerebbe la necessit\u00e0 di operare secondo le forme di cui all\u2019art. 518 c.p.p. e quindi con avvio di nuovo e separato giudizio da intraprendere nei confronti dell\u2019accusato.<\/h5>\n<h5><strong>4.3.<\/strong> L\u2019applicazione dell\u2019art. 518 c.p.p. in luogo del 516 c.p.p. poggia sulle seguenti argomentazioni:<\/h5>\n<ol>\n<li>\n<h5>La nozione di \u201c<em>fatto nuovo<\/em>\u201d <em>ex <\/em> 518 c.p.p., \u00e8 quella di \u201c<em>accadimento del tutto difforme ed autonomo rispetto a quello contestato<\/em>\u201d: le Sezioni Unite 2011 hanno precisato che ad ogni altro effetto, <strong>anche processuale<\/strong>, ciascun reato <em>ex <\/em>artt. 216, 217 e 218 Legge Fall. rimane autonomo e distinto; l\u2019art. 216 Legge Fall. infatti \u201c[\u2026] <em>prevede<\/em>[\u2026] <em>diverse ipotesi di reato assolutamente eterogenee tra loro per condotta, per oggettivit\u00e0 giuridica, per gravit\u00e0, per tempo di consumazione, per sanzione prevista<\/em>.\u201d<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>\u201c<strong><em>per ogni diverso e autonomo fatto di bancarotta <\/em><\/strong><em>che emerge nel corso di un processo riguardante <strong>altro fatto di bancarotta<\/strong>, relativo logicamente alla stessa procedura fallimentare, <strong>occorre procedere a nuova contestazione<\/strong><\/em>\u201d (S.S: U.U., pag. 20);<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5>Non sarebbe nemmeno possibile ritenere applicabile in tali casi l\u2019art. 517 c.p.p., posto che il <em>decisum <\/em>a sezioni unite ritiene l\u2019<strong> 219 Legge Fall. <\/strong><em>circostanza aggravante <\/em>solo <em>quoad poenam<\/em>.<\/h5>\n<\/li>\n<\/ol>\n<h5>In questo solco esegetico si \u00e8 di recente inserita la sentenza n. 9347 del 27 febbraio 2013, che <strong>annullava per violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza <\/strong>una pronunzia di seconde cure che, muovendo da originaria imputazione di bancarotta distrattiva <em>ex <\/em>art. 216, comma 1, n. 1) aveva condannato l\u2019imputato per bancarotta preferenziale.<\/h5>\n<h6>[1] Cass. Pen., Sez. V, 2 dicembre 2010, n. 4551, in <em>C.E.D. Cass<\/em>., <em>Rv. <\/em>249262.<br \/>\n[2] Cass. Pen., Sez. V, 24 luglio 2012, n. 30342; Cass. Pen., Sez. V, 19 agosto 2016, n. 35126.<\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333;\">\u00a0Avvocato Carlo Zaccagnini<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1688390796203{background-color: #1f497d !important;}&#8221;][vc_column]<div class=\"mkdf-call-to-action-holder  mkdf-normal-layout  mkdf-three-quarters-columns\">\n\n\t<div class=\"mkdf-cta-inner \">\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-icon-holder\">\n\t\t\t<span aria-hidden=\"true\" class=\"mkdf-icon-font-elegant  \" style=\"color: #ffffff;font-size: 30px\"><\/span>\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-text-holder\">\n\t\t\t<div class=\"mkdf-cta-text\">\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #165253;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Dubbi o necessit\u00e0?<\/span><br \/>\n<\/span><\/h2>\n<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"mkdf-cta-button-holder\" >\n\t\t\t<div class=\"mkdf-cta-button\"><a itemprop=\"url\" href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/contatti\/\" target=\"_self\" style=\"color: #ffffff;background-color: #1a2843;border-color: #1a2843\" class=\"mkdf-btn mkdf-btn-medium mkdf-btn-solid mkdf-btn-custom-hover-bg mkdf-btn-custom-border-hover mkdf-btn-custom-hover-color\" data-hover-color=\"#1a2843\" data-hover-bg-color=\"#f2f2ef\" data-hover-border-color=\"#1a2843\" >    <span class=\"mkdf-btn-text\">CONTATTACI<\/span>    <\/a><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div>[vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/carlozaccagnini.it\/it\/disclaimer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>DISCLAIMER<\/strong><\/a><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_btn title=&#8221;TORNA A PAPERS&#8221; align=&#8221;right&#8221; link=&#8221;url:https%3A%2F%2Fcarlozaccagnini.it%2Fit%2Fpapers%2F&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;10px&#8221;][vc_column_text] Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale: possibilit\u00e0 di modifica dell\u2019imputazione, distinzione tra fatto \u201cnuovo\u201d e fatto \u201cdiverso\u201d e discrasie giurisprudenziali anche dopo le sezioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":4116,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5765","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale | Studio Legale Avv. 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